Da giocatori ad allenatori

13 marzo 2026

3 nuovi allenatori di baskin nel panorama cremonese

Complimenti a Davide Parma, Davide Municchi e Andrea Paradiso che, dopo per aver superato il corso allenatori. La vostra passione, il vostro entusiasmo e la vostra serietà sono senz'altro un ottimo bagaglio per i futuri incarichi. Viva il baskin .. e viva gli allenatori!

Baskin News

Autore: Associazione Baskin 13 marzo 2026
Sabato 21 e Domenica 22 febbraio abbiamo avuto la visita di Maxwell Thurston, americano, in Finlandia come ricercatore. Ha voluto conoscere il baskin (dopo essere stato a Sovizzo per conoscere il calcio EISI) e l'occasione è stata domenica 22 febbraio al Palaseminario in occasione di un incontro di baskin casalingo. Per Max è stata anche l'occasione di conoscere Cremona, assistere ad una esibizione all'Auditorium del Museo del Violino e conoscere, oltre ad alcuni soci dell'Associazione Baskin anche il responsabile Lombardia Sud per parlare di progetti europei ed extraeuropei. Nella foto Adele, volontaria del servizio europeo dalla Francia, Antonio Bodini, presidente dell'Associazione Baskin, Guillem volontario dalla Spagna e Maxwell Thurston.
Autore: Associazione Baskin 13 marzo 2026
Per lei il gesto più naturale era quello di lanciare una piccola pallina, leggera, che riusciva a tenere in una sola mano. Quella era la sua dimensione, un limite che sembrava segnato. E invece lo sport, quando è pensato davvero per includere, ha una forza sorprendente. Oggi Alessia è il nostro pivot nel Trapani Baskin. E giorno dopo giorno, con una pazienza infinita, con allenamenti specifici e con la perseveranza che solo chi lotta davvero conosce, ha cominciato a fare qualcosa che sembrava impossibile: sollevare il pallone grande, quello da basket e provare a tirarlo verso il canestro. Non è solo un gesto tecnico. È molto di più. È una piccola grande conquista. Ogni suo tiro racconta un percorso fatto di fiducia, di lavoro, di squadra. Racconta che i limiti non sono sempre dove pensiamo che siano e che, quando attorno c’è un ambiente capace di sostenere, incoraggiare e credere nelle persone, possono nascere risultati che vanno ben oltre il punteggio di una partita. Ed è proprio questa la bellezza del Baskin: nessuno resta ai margini. Tutti sono parte della squadra, tutti partecipano davvero al gioco, ognuno con le proprie possibilità e con il proprio ruolo. E quando Alessia prende quella palla grande e prova a tirarla, in quel momento non sta solo giocando a baskin. Sta dimostrando a tutti noi che lo sport può essere uno spazio di dignità, di crescita e di speranza condivisa.
Autore: Associazione Baskin 14 febbraio 2026
Ascoltando una puntata alla radio ho sentito, come troppo spesso accade, usare un termine che sto odiando sempre di più. Vi do un pó di contesto: due dj hanno come ospite Stefania Auci, scrittrice de “I leoni di Sicilia” che, nonostante il successo, continua a fare l’insegnante di sostegno. S, nel sottolineare la cosa, la definisce “missione per conto di Dio” e poi, non contento, specifica che “si occupa di persone SPECIALI”. No, “persona speciale” non è un complimento. È un modo carino per non dire “persona con disabilità” come se questo fosse sinonimo di vergogna, come se non si potesse dire perchè ritenuto offensivo. Mi dispiace ma dire “speciali”, “angeli”, “benedizioni” altro non è che un’etichetta zuccherosa che fa sentire a posto chi la usa, ma che continua a mettere distanza. Le persone con disabilità (sembrerà strano ma così dovrebbero essere definite) non sono “speciali”. Non sono Angeli, esempi di vita per definizione. Sono persone, punto. Chiamarle in quel modo non è inclusione. È paternalismo travestito da gentilezza. Se davvero vogliamo essere rispettosi, iniziamo dalle parole giuste. Persona con disabilità. Senza giri di parole, senza zucchero sopra che nessuno richiede o di cui nessuno necessita se non la coscienza di chi usa certi termini. La pazienza è finita. L’inclusione non passa dalle frasette carine, ma dal linguaggio consapevole. Le persone disabili non hanno bisogno di essere messe su un piedistallo. Hanno bisogno di sentirsi normali. Normali nel senso più semplice. Con qualità e difetti. Con talento o mediocrità. Con giornate buone e giornate pessime. ah, giusto per darvi una info in più. Esistono persone con disabilità stronze. Antipatiche. Vendicative. Egoiste. Esattamente come esistono persone senza disabilità che lo sono. Smettiamola di sentirci a disagio davanti alla parola disabilità. Smettiamola di trattarli come se fossero bambini di 2 anni incapaci di avere emozioni, di capire cos’hanno intorno e di credere che a loro tutto sia dovuto perchè sono stati sfortunati. Meno zucchero, più consapevolezza! A.D.