Il sorriso che non conosce confini
Erano gli anni ’80 quando l’indimenticabile Sandro Ciotti coniò l’espressione «il sorriso che non conosce confini» per introdurre, in ogni puntata della Domenica Sportiva, Maria Teresa Ruta.
Noi magari non siamo belli come la Ruta di quegli anni, ma ogni volta che entriamo in palestra troviamo un sorriso che non conosce confini: quello del nostro Stefano Caito .
Stefano è una presenza costante e imprescindibile di Granata Baskin Club.
Ora che la stagione è terminata, il nostro ringraziamento va a lui, che ricopre il ruolo di responsabile dei materiali dell'associazione. Un compito che svolge con grande cura, gestendo il materiale tecnico e le attrezzature della palestra. Un lavoro che richiede pazienza e precisione certosina. Ma Stefano non si ferma qui: è anche aiuto allenatore e, spesso, dà una mano in tutte le attività in cui il Granata Baskin Club è impegnato durante la stagione.
Dopo tanti anni di lavoro, Stefano è ora in pensione. Quella nel Granata Baskin è la sua prima vera esperienza di volontariato, iniziata nella stagione 2023/2024.
In questi giorni in cui ogni completino è stato piegato e sistemato, ogni attrezzo è stato riposto al suo posto ci siamo fatti raccontare la sua esperienza.
«Il gancio per entrare nella realtà di Granata Baskin Club è stato David Amantia, e devo ringraziarlo perché non era un periodo facile per me. Avevo appena subito un grave lutto e conoscere il baskin, impegnarmi come volontario, mi ha aiutato tantissimo. Ho sperimentato davvero il significato dell'inclusione, perché in quel momento sentirmi parte di qualcosa e sentirmi utile nel realizzare un progetto è stato importantissimo.
Sono entrato, come è nel mio stile, in punta di piedi. Poi, poco alla volta, ho accettato la proposta di assumere un ruolo più attivo e quella appena conclusa è stata la mia terza stagione, un'esperienza davvero coinvolgente.
Mi occupo della gestione di tutti i materiali, ma in palestra aiuto anche gli allenatori e seguo in particolare i pivot. Ho trascorso tantissimo tempo in palestra e, allenamento dopo allenamento, ho avuto la gioia di vedere i miglioramenti dei ragazzi che seguiamo. È una soddisfazione immensa condividere questi progressi insieme a loro e alle loro famiglie.
È bello anche dare una mano nell'organizzazione di un evento o di una trasferta e, in queste occasioni, con il mio amico Ernesto l'intesa è perfetta.
Il baskin regala emozioni dentro e fuori dal campo. Devo però ammettere che aver vissuto la nostra prima vittoria è un ricordo che porterò sempre con me, così come i tanti momenti trascorsi con tutta la famiglia della nostra realtà sportiva.
Le cose belle, secondo me, vanno condivise. Per questo, quando ne ho l'occasione, cerco di coinvolgere qualche amico: lo invito a venire in palestra e a conoscere questa splendida realtà. Credo infatti che nemmeno il racconto più bello riesca a rendere fino in fondo l'idea di un'esperienza così unica.
E, per finire, il baskin mi ha fatto anche innamorare del basket. Io, che sono sempre stato un tifoso di calcio, oggi quasi quasi apprezzo più un canestro che un goal.»
La storia di Stefano è la storia comune a tante persone che nel Baskin donano parte del loro tempo con impegno ammirevole, a Stefano e a tutti loro un grande grazie.





