Delegazione francese in visita a Cremona
24 marzo 2024
This is a subtitle for your new post
Nei pochi giorni sono riusciti sia a vedere la boccia inclusiva grazie alla calorosa accoglienza nella Canottieri Flora, accolti da Fausto e Fabris, dopo aver visto la premiazione di Antonio Bodini e una rapida visita ad una bottega di liuteria, hanno incontrato le realtà dell'eisi e del baskin per conoscerne la storia e le attività. Il giorno successivo una visita alla città di Cremona e l'audizione presso il Museo del Violino che ringraziamo per la disponibilità. L'incontro con l'assessore Zanacchi Luca per possibili progetti di scambio di esperienze inclusive e nel tardo pomeriggio la partecipazione ad un allenamento di baskin. Alla sera Gerome ha inaugurato la pedana per l'ingresso alla pizzeria La Cremonese. Il rientro non prima di aver visto la piazza del comune di sera. Grazie a tutti quelli che hanno collaborato per questa nuova esperienza di crescita (e alla Mary per averci prestato la macchina).
Baskin News

Sabato 21 e Domenica 22 febbraio abbiamo avuto la visita di Maxwell Thurston, americano, in Finlandia come ricercatore. Ha voluto conoscere il baskin (dopo essere stato a Sovizzo per conoscere il calcio EISI) e l'occasione è stata domenica 22 febbraio al Palaseminario in occasione di un incontro di baskin casalingo. Per Max è stata anche l'occasione di conoscere Cremona, assistere ad una esibizione all'Auditorium del Museo del Violino e conoscere, oltre ad alcuni soci dell'Associazione Baskin anche il responsabile Lombardia Sud per parlare di progetti europei ed extraeuropei. Nella foto Adele, volontaria del servizio europeo dalla Francia, Antonio Bodini, presidente dell'Associazione Baskin, Guillem volontario dalla Spagna e Maxwell Thurston.

Per lei il gesto più naturale era quello di lanciare una piccola pallina, leggera, che riusciva a tenere in una sola mano. Quella era la sua dimensione, un limite che sembrava segnato. E invece lo sport, quando è pensato davvero per includere, ha una forza sorprendente. Oggi Alessia è il nostro pivot nel Trapani Baskin. E giorno dopo giorno, con una pazienza infinita, con allenamenti specifici e con la perseveranza che solo chi lotta davvero conosce, ha cominciato a fare qualcosa che sembrava impossibile: sollevare il pallone grande, quello da basket e provare a tirarlo verso il canestro. Non è solo un gesto tecnico. È molto di più. È una piccola grande conquista. Ogni suo tiro racconta un percorso fatto di fiducia, di lavoro, di squadra. Racconta che i limiti non sono sempre dove pensiamo che siano e che, quando attorno c’è un ambiente capace di sostenere, incoraggiare e credere nelle persone, possono nascere risultati che vanno ben oltre il punteggio di una partita. Ed è proprio questa la bellezza del Baskin: nessuno resta ai margini. Tutti sono parte della squadra, tutti partecipano davvero al gioco, ognuno con le proprie possibilità e con il proprio ruolo. E quando Alessia prende quella palla grande e prova a tirarla, in quel momento non sta solo giocando a baskin. Sta dimostrando a tutti noi che lo sport può essere uno spazio di dignità, di crescita e di speranza condivisa.


